In principio era il verbo

poi vennero il soggetto e il complemento

di Pino Imperatore

Nota dell’autore.

Quest’opera è un azzardo. Essa nasce dal tentativo di indurre al riso o almeno al sorriso tutti coloro che non riescono a trarre motivi di divertimento e di gioia dalla loro attività lavorativa. Un’ardua impresa, se si pensa che quasi tutte le persone “occupate” non hanno per varie ragioni, grossi motivi per stare allegre. Il loro rapporto con il lavoro è in genere dettato dall’abitudine, dalla ripetitività, dalle costrizioni. E’ , insomma, comandato da altro e da altri. Da qui l’idea di capovolgere lo schema del decalogo biblico, per utilizzarlo non più come strumento di imposizione e di divieto, ma come griglia propositiva di battute, freddure, calembours e precetti umoristici rivolti a centouno differenti categorie lavorative. Gli spunti migliori sono venuti dai proverbi, dai luoghi comuni, dalle locuzioni latine, dai modi di dire, che hanno resistito alle radicali trasformazioni subite dalla lingua italiana negli ultimi decenni. Ma la stesura di questo testo sarebbe stata impensabile senza la varietà di arti, mestieri e professioni di cui è ricca la vita. Grazie per l’ispirazione, dunque a tutte le attività lavorative e a quanti le hanno svolte o le svolgono. Grazie a Dio, il più instancabile lavoratore di tutti i tempi, cui è dedicato uno speciale decalogo. (Pino Imperatore)

 

Pino Imperatore, nato a Milano nel 1961, vive e lavora a Napoli. Giornalista, poeta, scrittore, ex cabarettista, è tra le figure emergenti dell’umorismo italiano. Con il racconto “Mio nonno è un tipo trash”, pubblicato da Marsilio, ha vinto il Premio “Parole di Carta”, il Trofeo “Brontolo” ed un premio speciale per la narrativa  nel concorso letterario Antonio de Curtis, dedicato al grande Totò. Con “In principio era il verbo” si è aggiudicato il Premio Massimo Troisi 2001, sezione Migliore Scrittura Comica.

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