Comunicato stampa

a cura di Renato Rizzardi

Giovedì 22 novembre 2001 alle ore 17,30, nella sala della loggia in Castel Nuovo - piazza Municipio – Napoli,  l’Istituzione Culturale “Premio Massimo Troisi” e  Colonnese Editore, ha presentato il volume

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO

poi vennero il soggetto e il complemento

101 decaloghi per mestieri e professioni  di Pino Imperatore

 Vincitore nella sezione Migliore Scrittura Comica dell’edizione 2001 del Premio Massimo Troisi di San Giorgio a Cremano,  il testo di Pino Imperatore si è aggiudicato il Trofeo Troisi (scultura dell’artista Francesca Riccio), un premio in denaro di Lit. 5 milioni e la pubblicazione e distribuzione per i tipi di Colonnese editore - Napoli. ”Scherzare con la lingua italiana, sorridere e far sorridere – spiega Giulio Baffi direttore artistico dell'Istituzione Comunale "Premio Massimo Troisi" – è quanto chiediamo a chi decide di partecipare alla sezione scrittura comica del Premio Troisi, l’Osservatorio sulla comicità che da cinque anni chiama a raccolta a San Giorgio a Cremano chiunque sia disposto a misurarsi con la risata. Proviamo ad andare oltre il tempo del Festival premiando chi crea corti cinematografici, chi sale in palcoscenico per dimostrare di essere attore comico, chi scrive per far ridere”. Con la pubblicazione di “In principio era il verbo - poi vennero il soggetto e il complemento” (128 pp. – euro 6.20/Lit. 12.000, Colonnese editore – Napoli) viene premiata la convinta ironia di Pino Imperatore. Nel libro ben 101 decaloghi “per mestieri e professioni”, bizzarre costruzioni in soccorso ad arcigni impiegati , seri professionisti, operai affaticati, creativi un po’ stanchi in cerca di sorriso. Ce n’è per tutti, dall’Agente diplomatico al Vigile urbano, ogni mestiere ha il suo rapido decalogo d’ironici consigli. “Quest’opera – commenta l’autore – nasce dal tentativo di indurre al riso o almeno al sorriso tutti coloro che non riescono a trarre motivi di divertimento e di gioia dalla loro attività lavorativa”. Impresa ardua di questi tempi e soprattutto per quanti tra gli “occupati” (e le statistiche confermano essere la maggioranza) non hanno per varie ragioni, grossi motivi per stare allegri, vivendo un rapporto con il lavoro in genere dettato dall’abitudine, dalla ripetitività, dalle costrizioni. “Da qui l’idea – continua Imperatore - di capovolgere lo schema del decalogo biblico, per utilizzarlo non più come strumento di imposizione e di divieto, ma come griglia propositiva di battute, freddure, calembours e precetti umoristici rivolti a centouno differenti categorie lavorative”. Si prende spunto dai proverbi, dai luoghi comuni, dalle locuzioni latine, dai modi di dire, che hanno resistito alle radicali trasformazioni subite dalla lingua italiana negli ultimi decenni, naturalmente stravolgendoli e applicandoli alla grande varietà di arti, mestieri e professioni di cui è ricca la vita.

Alla presentazione di giovedì 22 , con l’autore, hanno partecipato Giulia Parente Assessore ai Tempi della città del Comune di Napoli, Ferdinando Riccardi Sindaco di San Giorgio a Cremano,  Giulio Baffi direttore artistico dell’Istituzione Comunale “Premio Massimo Troisi”, l’editore Gaetano Colonnese e l’attore Simone Schettino.

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