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mostre: PINOCCHIO RIDENS |
Osservatorio
sulla comicità 2002 Premio
Massimo Troisi VII edizione
Da lunedì 1 a domenica 7 luglio
Piano Nobile di Villa Bruno, ore 10/13 - 15/21
Fondazione Nazionale Carlo Collodi
presenta, in
collaborazione con la Scuola Italiana di Comix
Pinocchio Ridens
A cura di Fabrizio Borghini
In mostra Pinocchio a fumetti. Curata da Fabrizio Borghini, promossa dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, raccoglie numerose tavole in cui i maggiori vignettisti e fumettisti umoristici toscani (tra i quali Fremura, Staino , Krancic, Giannelli, Mancini, Camerini, Vauro) reinterpretano a loro modo la famosa marionetta. Dalla mostra fuoriesce un’immagine caustica di Pinocchio che assimila qui, naturalmente, caratteristiche e tratti dei tanti disegnatori satirici che si cimentano con l’universale personaggio di Collodi. Vignette precisamente contestualizzate, talvolta durissime, in perfetta sintonia con le leggi della satira, che si riferiscono variamente al teatrino della politica (di Giannelli, Krancic, Spezi), affrontano temi gustosamente visionari (Contemori, Cavezzali, Della Bella), erotico dissacranti (Giuliano, Caluri, Camerini), attualizzanti (Vauro, Natali, Mancini, Greggio) o, ancora, giocate sull'autobiografico (Staino, Fremura). Azzardando un esempio: un dialogo tra Geppetto e la fata: "Temo che Pinocchio si buchi" "Cosa te lo fa pensare?" "Mi ha fregato il Black & Decker".
La mostra si arricchisce per il Premio Troisi, a cura della Scuola Italiana di Comix di nuove e recentissime tavole, realizzate da giovani disegnatori e vignettisti, professionisti e non.
Ad una di esse sarà attribuito lo speciale Trofeo Pinocchio istituito dal Premio Troisi/Osservatorio sulla Comicità e dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi.
Dal catalogo “Pinocchio Ridens”
Due grandi vecchi del giornalismo italiano, Enzo Biagi e Giorgio Bocca, intervistati recentemente da “Repubblica” in occasione del loro ottantesimo compleanno, hanno concordemente riconosciuto come sia scomparsa, dai giornali italiani, l’inchiesta. Non si fanno più inchieste per non trovarsi nella scomoda situazione di dover scavare negli interessi, non sempre cristallini, dei grandi gruppi economici e finanziari, che con i loro massicci inserimenti pubblicitari condizionano, nel bene e nel male, la vita dei giornali. A causa di queste pressioni fortissime, ci stiamo sempre più indirizzando verso un’informazione fatta esclusivamente di comunicati stampa. Per fortuna, però, ci sono loro, i vignettisti, i nuovi paladini della libertà d’espressione, i franchi tiratori che con le punte acuminate, e avvelenate, delle loro penne all’arrabbiata riescono a dare ancora corpo alla denunzia sociale e politica, evidenziando le distorsioni di una società che proprio nelle pagine dei giornali si vuol far sembrare più efficiente. Era inevitabile per loro incontrarsi, prima o poi, con un personaggio trasgressivo e anarchico come Pinocchio. Questo incontro è avvenuto a Collodi, in Toscana, nel segno della toscanità che sta alla radice dell’irriverenza del burattino creato da Carlo Lorenzini, e che noi troviamo nelle sapide vignette del pistoiese Vauro, dei livornesi Fremura, Greggio, Caluri e Camerini, del lucchese Natali, dei fiorentini Staino, Spezi, Giuliano, Krancic, Malfatti, Della Bella, Mancini, Cavezzali, Castellani, dei senesi Giannelli e Contemori.
Fabrizio Borghini
Premio
Massimo Troisi, Villa
Bruno – S. Giorgio a Cremano (NA)
T.0815654335 fax
081274888