IL RAGAZZO DAI CAPELLI VERDI

Una nota sul film

THE BOY WITH GREEN HAIR di Joseph Losey

"Il ragazzo dai capelli verdi", 1948, USA

Film d'esordio di Joseph Losey,  THE BOY WITH GREEN HAIR ("Il ragazzo dai capelli verdi", 1948, USA) è  un'opera scolpita nell'immaginario collettivo di quanti sono stati bambini (felici/infelici, orfani/legittimi) nel corso del tempo: una metafora del pacifismo che ha messo radici dal dopoguerra in poi, che può ancora adattarsi a questa attualità, segnata dal desiderio di trovare  uno spiraglio di pace all'interno di un'umanità nuovamente in balia di eventi bellici.

Il film d'esordio di Losey (realizzato con pochi mezzi e in poco più di un mese, ma che si avvale già  del technicolor) è l'emblema di un cinema del disagio, che mette in scena una condizione patologica non troppo distante dagli scenari quotidiani: una favola pacifista contro la discriminazione razziale (influenzata dalle teorie brechtiane e dell'ottimistico slancio rooseveltiano), coraggiosa in quanto concepita durante il periodo della "caccia alle streghe" negli Stati Uniti e a soli tre anni dalla tragedia di Hiroshima, capace di anticipare alcuni temi cari al regista, quali l'odio per il conformismo, l'ipocrisia e l'intolleranza, il portare allo scoperto l'animo umano, la crudeltà e i meccanismi della sopraffazione.
Peter, un bambino di dieci anni orfano di guerra, dopo essere stato sballottato da un parente all'altro, si ritrova a vivere con un conoscente anziano, amico di famiglia (che si fa benevolmente chiamare "nonno") e un bel mattino si risveglia con i capelli verdi, così la sua vita cambia di colpo. Scoperta la vera fine dei suoi genitori (medici che, per salvare altri bimbi come lui, hanno scelto di restare in un ospedale, sotto l'inferno del cielo londinese illuminato dalle bombe, già allora obiettivo strategico per i militari) durante una colletta scolastica organizzata per gli orfani di guerra, viene emarginato dai compagni di scuola, che tentano addirittura di tagliargli i capelli per paura che il loro colore sia contagioso.

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