
nella foto (di Fabio
Esposito) : Fabio Vacchi, Franco Marcoaldi e Toni Servillo)
Corso Garibaldi, Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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Franco Marcoaldi
(1955) vive a Roma. Ha pubblicato saggi (Voci rubate, Einaudi 1994); un
romanzo (Il vergine, Bompiani 1998); libri di viaggio (Un mese col
Buddha, Bompiani 1997 e Prove di viaggio, Bompiani 1999). Quattro i suoi
libri di poesia: A mosca cieca (Einaudi, 1993, Premio Viareggio), Celibi
al limbo (Einaudi 1995), Amore non Amore (Bompiani 1997-2003),
L’isola celeste (Einaudi 2000). Collabora da molti anni al
quotidiano «La Repubblica».
Toni Servillo
(1959),
regista ed attore, fonda nel 1977 il Teatro Studio di Caserta con cui
dirige ed interpreta fra l’altro Propaganda (1979), Norma
(1982), Billy il bugiardo (1983), Guernica (1985). Nel
1986 inizia a collaborare con il gruppo Falso Movimento, interpretando
Ritorno ad Alphaville di Mario Martone e mettendo in scena E…
su testi di Eduardo De Filippo. Nel 1987 è tra i fondatori di Teatri
Uniti, intervenendo, sia come attore che regista, alla creazione di
spettacoli quali Partitura (1988) e Rasoi (1991) di Enzo
Moscato, Ha da passà a nuttata (1989) dall'opera di Eduardo De
Filippo, Zingari (1993) di Raffaele Viviani, fino al recente
Sabato, domenica e lunedì (2002), pluripremiata rivisitazione del
capolavoro eduardiano. Con Il Misantropo (1995) e Tartufo
(2000) di Molière, e Le false confidenze (1998) di Marivaux,
tutti nelle mirabili traduzioni di Cesare Garboli, realizza un trittico
sul grande teatro francese fra Sei e Settecento. Con Mimmo Paladino ha
realizzato Iliade/Odissea (2001) lettura installazione dai
capolavori di Omero. Nel 1999 ha debuttato da regista nel teatro
musicale con il primo allestimento in epoca moderna de La cosa rara
di Martin y Soler su libretto di Lorenzo Da Ponte per la Fenice di
Venezia, dove nel maggio 2000 ha messo in scena Le nozze di Figaro
di Mozart. Nel 2001 ha realizzato Il marito disperato di Cimarosa
per il San Carlo di Napoli ed il Boris Godunov di Mussorgskij al
Teatro Sao Carlos di Lisbona, dove nel 2003 ha allestito Ariadne auf
Naxos di Richard Strauss. Nel dicembre 2005 inaugurerà la
stagione del San Carlo di Napoli con un nuovo allestimento del
Fidelio di Beethoven. Al cinema è stato diretto da Mario Martone in
Morte di un matematico napoletano (1992), Rasoi (1993),
La salita, (1997), Teatro di guerra (1998); da Antonio
Capuano in Luna Rossa (2001); da Paolo Sorrentino ne L'uomo in
più (2001 – con cui ha partecipato ai principali festival
internazionali e ottenendo vari riconoscimenti in Italia e all’estero) e
Le conseguenze dell’amore (2004 – in concorso al Festival di
Cannes). Per Radiotre Rai ha diretto Don Giovanni involontario
(1998) di Vitaliano Brancati, Bordello di mare con città di Enzo
Moscato (2000) e Per sempre giovani (2001) di Giuseppe Montesano.
Fabio
Vacchi
(1949). Studia con Giacomo Manzoni. Nel '74 partecipa ai corsi del
Berkshire Music Center a Tanglewood (USA), dove vince il Koussewitzky
Prize in Composition. L'esordio italiano è nel 1975, alla Biennale
Musica di Venezia. La sua prima opera teatrale, Girotondo, da
Schnitzler è del 1982. Le sue opere, che nell’insieme creano un catalogo
vastissimo, sono rappresentate in tutto il mondo. Nel 1996, su invito
di Claudio Abbado scrive, per grande orchestra, il brano Dai Calanchi
di Sabbiuno, inserito poi nel programma della Gustav Mahler
Jugendorchester. Nel 2000 compone le musiche per il film Il mestiere
delle armi di Ermanno Olmi. Partecipa nel 2001, con il brano
Contrapunctus V, al progetto di trascrizione ed elaborazione di Die
Kunst der Fuge di J.S.Bach, coordinato da Luciano Berio. Scrive, per
l'Orchestra Filarmonica della Scala, diretta da Riccardo Muti, il
brano Il diario dello sdegno. Nella stagione 2004/05, per il
Teatro alla Scala di Milano e il Teatro Châtelet di Parigi, realizzerà
l'opera Teneke, su testo dello scrittore turco Yashar Kemal.
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