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Pino Pascali bio |
Pino Pascali

Pino Pascali
muore tragicamente a Roma, a bordo della sua adorata motocicletta, l’11
settembre del 1968: forse l’artista pugliese più grande, certamente il più
celebre a livello internazionale, di tutto il Novecento. Pascali ha solo 33
anni. La sua carriera artistica è breve e folgorante. Si diploma
all’Accademia di Belle Arti di Roma e comincia subito a farsi notare come
scenografo. Esegue bozzetti, disegni e ‘corti’ per ‘Carosello’ e altre
trasmissioni della Rai-tv. In soli tre anni s’impone all’attenzione dei
maggiori critici d’arte italiani e di galleristi d’avanguardia. Proprio
nell’estate del 1968 partecipa con una sala personale alla XXXIV Biennale di
Venezia. È la sua consacrazione: dopo la scomparsa, a mostra ancora aperta, gli
viene conferito il Premio Internazionale per la Scultura. Performer, scenografo,
scultore, Pascali coniuga in modo geniale e creativo le forme mitiche della
cultura mediterranea con le forme infantili del gioco e dell’avventura: gli
animali della preistoria, dello zoo e del mare, i giocattoli di guerra, il mondo
di Tarzan e della giungla, bruchi e bachi, i travestimenti e Pulcinella. Si
appassiona ai fumetti, al cinema, al teatro. Realizza le sue ‘finte
sculture’ con materiali fragili ed effimeri. Precorre l’Arte Povera e le
nuove frontiere dell’arte contemporanea. Il suo lavoro, scandito per cicli
brevi e intensi, rifulge di opere disseminate in musei, gallerie e collezioni di
tutto il mondo. L’esistenza di Pino Pascali traccia il sogno di una
generazione. Seguendo la suggestione di una poesia del pittore Tano Festa, la
vita di Pascali si spegne, come ‘un vascello fantasma’ che dirotta in
frantumi sulla ‘ghiaia scintillante al sole del bagnasciuga’.
rossotiziano
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